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Un tempo



Affogavo ma nessuno mi sentiva.
Allora ho deciso di morire.
Finche non mi sono svegliato in una città cupa e nera.
Ho perlustrato quella città vicolo per vicolo
fino a consumarla.

E la mente si snebbiava,
ciclicamente purificata
Da leggiadro mio peccato,
svincolate le mie scelte.

Penso ma non scrivo.
Mi abbandono al sentimento
lasciandomi dominare.

Vano intento di fatture
olocausto di fugaci.


Figure mitologiche a se stanti
portatori di segreti millenari
universo che può dischiudersi
e manifestarsi
attraverso di loro.

Bambini indaco.

Ventunesimo secolo.

Pubblicato il 5/10/2011 alle 4.12 nella rubrica diario.

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