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Mondo blando

A FATICA CI trasciniamo lungo la linea del tempo.

Apparentemente logica e diritta.

Si fa affannoso il respiro.

Rumori in lontananza, ricordi mai fioriti.


Pianti.


Sbadigli.


E lamenti.


La mia cripta tombale mi aspetta,

culla il mio sonno.


Evaporano i miei sogni,

Immaginazione da sempre ricercata.


Scappatoia.

Modernità.

Falsa riga.


E’ una nota stonata.

 

Salutandovi vi ignoro

O miei sadici archibugi.

 

 

Mai lasciarmi solo.

Non Devi Mai.

Ripeto ripercorrendo i tuoi passi.

Ciò che più utilizzi.

Di cui necessiti.

Al massimo delle nostre iniquità.

 

Il fine giustifica i mezzi,

disse lo scolaro poco attento.


A lezione col potere.

 

Persona.

Personale.

Misfatto

Mio  banale.


Mondo blando, mondo morto.

Si ripercuote sulla voce della bambina in via di sofferenza.

 

Nutro.

Quel mio sogno malato.


La realtà che si espande.

Lui

Mai morto.

Lei

Mai nata.


 

Ora sto male,

Ora non riesco più a bere.

Dissetare.


 

Sembra che intorno tutti abbiano capito.

Io rimango scettico.

Su me stesso, sul circondato.

Sull’universo.

 

Ciao.



Sergio 011

Pubblicato il 4/5/2011 alle 22.58 nella rubrica Flussi Di Coscienza.

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