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La Fuga

Sonia ad un tratto cambiò mossa, Miki la prese per un braccio, lei in uno scatto di rabbia prese miky per le spalle, sballottandolo di qua e di la. Seguirono momenti molto concitati e difficili. Alla fine lei riprese la sua Fuga andandosi a infilare sotto una ringhiera, per sbucare in un'area adibita a lavori pubblici. Miki la raggiunse ancora una volta, sdraiandosi. Il cuore palpitava, l'emotività lacerava gli ultimi brandelli di cuore rimasti ancora intatti, era tutto paradossale, non poteva essere la realtà. Immagini confuse, parole che risuonano come tonfi vuoti, ma ridondanti, roboanti, il rosso dei lampioni della bella città che chiacchierona, si nutre di storielle da sobborgo.

Sonia accorgendosi di Miky si rialzò, ripassò sotto la ringhiera metallica somigliante ad alari uniti uno con l'altro, sfregiandosi una gamba proseguiva la sua corsa. Si andò a riparare dentro una pizzeria in chiusura, la serranda di un grigio lucente, tirata più in basso che a metà. Miki osservò la scena uscendo dall'ultimo di Sonia riparo, raggiungendola fino fuori il negozio.

L'indecisione se entrare o no fu grande. Da una parte la paura sociale, dall'altra la paura per l'incolumità di Sonia. Osservò chinandosi che c'erano 6 persone nel locale, scrutò le gambe di Sonia mentre si dirigevano svelte verso il bagno. Con voce Piangente, le lacrime agl'occhi, uno sguardo cerbiattesco toccato da luce divina, veniva consolata nel bagno da un ragazzo che lavorava presso quell'attività. Miky lo conosceva, si sentì un po' più sicuro per l'incolumità della ragazza vedendolo. Le parlava dolcemente, tranquillizzandola, Miki la guardava sconsolato, senza più forze o energie psichiche. Alla fine Sonia riuscì, di corsa, ringraziando a metà. Miki si scuso per l'accaduto e fece per uscire, ma quando lo fece, Sonia era scomparsa. In preda a spasmi e attacchi d'ansia si guardo intorno smarrito, scrutando ogni angolo ma il tempo passava e Miki conosceva bene le doti di Sonia nella Fuga. Non si chiese mai il perchè di quel suo comportamento, lui agiva e basta, come il suo istinto gli suggeriva di fare. Due ragazzi americani indicarono subito dopo la direzione della ragazza, miki provò una strana sensazione, ma gli credette e cominciò a chiedere ancora e ancora ma ottenendo sempre risposte negative. Camminava ormai da un ora, alla ricerca spasmodica di quella sua donna che gli sfuggiva sempre, inesorabilmente, il cuore cominciava ad accellerare la sua marcia, la testa si annebbiava ed il caso, l'indecisione, dominavano in lui. Dove poteva essere andata? Stava bene? In queste situazioni Miky sapeva benissimo l'alto rischio che Sonia correva a stare da sola, di notte, nell'inferno dove viviamo. E' come consegnarsi, pieni di ferite, ad uno squalo che non mangia da giorni. Ritornò sui suoi passi, si pentì di aver dato credito a due beoni provenienti dalla cultura della superficialità. Addentrandosi per le vie più centrali, avvertì ad un tratto una strana sensazione, come di speranza. Sonia era Vicina...

Pubblicato il 18/9/2010 alle 14.37 nella rubrica Vita in Racconti.

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