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Foibe, polemiche sugli opuscoli del Comune di Roma

  E' polemica sull'opuscolo distribuito dal Campidoglio "1945 nascita dello Stato comunista iugoslavo: la logica del terrore", di Paolo Albertini della Lega Nazionale di Trieste, in cui è raffigurato, sulla quarta di copertina, un uomo legato a una falce e martello da un filo spinato. L'opuscolo è stato dato agli studenti romani che hanno partecipato al viaggio nella civiltà istriano-dalmata: oltre 600 chilometri in due giorni nelle città di Trieste, Redipuglia, Padriciano, Bosovizza, Portorose, Fiume, Pola. Polemici i professori sull'immagine incriminata che, secondo Silvia Fasciolo, docente di filosofia e storia del Convitto nazionale, «si commenta da sola. Diciamo che non è proprio un'immagine all'insegna della pacificazione, ma confido nello spirito critico dei ragazzi. Non è un'immagine di conciliazione, ma noi siamo venuti qui a conoscere e, al ritorno del viaggio, parleremo di quanto abbiamo visto e sentito». Per alcuni studenti del liceo classico Plauto «quella consegnata non è un'immagine coerente con la linea proposta dal viaggio».

Alemanno: è stato un errore, ritireremo l'opuscolo. «Ho appena parlato con l'assessore alla Scuola, Laura Marsilio, e abbiamo concordato di ritirare l'opuscolo realizzato da un'associazione di esuli non adatto come materiale didattico - assicura il sindaco di Roma, Gianni Alemanno - Questo opuscolo sarà restituito, ritirato e sostituito con il libro che in origine avevamo scelto di consegnare agli studenti». A chi gli chiedeva se lui avesse visto l'opuscolo, Alemanno ha risposto: «No, non l'avevo letto, è rimasto sul tavolo ed è stato distribuito, a mio avviso per errore».

L'assessore Marsilio: non arrivavano i libri, abbiamo dato quell'opuscolo. «Abbiamo dato quell'opuscolo perché da Roma non erano arrivati i libri che volevamo dare agli studenti - ha detto l'assessore capitolino alla Scuola, Laura Marsilio - Gli opuscoli che ci sono stati dati durante il viaggio, al centro di documentazione della foiba di Basovizza, rappresentano la drammatica visione e le ferite degli esuli. In ogni caso quello dei viaggi della memoria e del ricordo è un working progress e c'è solo un intento di migliorare da parte nostra. Oltre alle associazioni coinvolgeremo anche gli storici».

Pubblicato il 15/2/2009 alle 20.12 nella rubrica Attualità.

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