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QuartaDimensione

Distorsione Parallela

Poesie Nostrane 23/8/2010

 

Concetti disinibiti nel giorno del collasso.

Matassa slegata dopo giusto patire.

Metà ritrovata ante lungo vagare.

Naufrago.

Ancora.

Mi ricordo l'immenso dietro il sonno.

Ancora di più, ancora per poco.

Mal senso mai nato.

Domato con gioia.

La morte alla destra.

Che invidia vivente.

Soffro di uno strano mal di testa emozionale,

che mi porta a dover tappare,

il sentir che orà mortale,

segue sporca e retta via,

ora persa poi perfetta,

del mio gusto che sbagliato,

tuo sostegno inadeguato,

polo attratto.

Circondato.

                                                                                                                                                                                            Sergio 010

                                                                                                                                                     "Paranoicamen te -- a ttra  tto"


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E' PASSATO L'IDEALE.

Flussi Di Coscienza 23/8/2010

 

 

Il reale, se da voi così, esser meglio recepito, constante desiderio di viver a te accanto, materialmente danzando, confidando sempre in fedele autostima, vi consente di mantenere costante. Il contatto col presente:

 

Parlo cum te. Mia piccola gardenia su enorme prato spoglio, mai nessuno amai. Come te.

 

Ora valuto l'amore secondo quanto l'uno sia disposto a fare per l'altro. Io vorrei esserci per te. Sempre.

 

Già So che ti arrabbierai con la mia vanagloria, tu egocentrica egoista.

Il piacere vien da questo, accettare te complessa.

Io contento e innamorato, tua libidine e creato.

 

Io d'espander per chi legge, necessaria la rinuncia.

Che il momento ancora è alto, non titùbo sul mio tempo.

Caro amore mio assodato, cielo e pace. Corvo alato.

 

Non rimembro quando un tempo, esistenza mia a metà.

Vita florida e tranquilla. Manto mio, Fraternità.

 

Mio allegorico indecente, tua sottile iniquità, la fermezza mi sorprende, tu stupenda via a metà.

                                                  
                                                                                                                                             Sergio 010
                                                                          
                                                                                                                                                                                         Live'n LOVe

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Presunzione

Poesie Nostrane 23/8/2010

 

Sopportare il peso di tutto quest’amore.

 

Sento il vento soffiare, gorgoglio che muore.

 

Alto è il prezzo di una simile storia.

 

Sò ch’io disposto, pagare a rinuncia.

 

Del vano inutìle, di notte girando.

 

Per te tutto questo, mia vita, mia fonte.

 

Divina discende, mia acqua e ricordo.

 

Di fresca insalata, dal colorè opaco.

 

Doppione in figura, mio specchio perlato.

 

Il suono ridonda, ricerca leggera.

 

Di te in ogni istante, l’amor mio dimena.

 

Malato notturno, comprendo il creato.

 

Ma tu mia divina, rileggo le storie, rimembro memorie, di pratica e Re.


Bisogno.

Di te 

                                                                                                                                            Sergio 010
                                                                                    
                                                                                                                                                                                          Live'n Now

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Racconto di Noi

diario 23/8/2010

 

Caos. Totale. 3 mesi che sembrano 6 anni, 10 anni che sembrano un secolo, il tempo che cambia la sua marcia procedendo a ritroso nel futuro, sempre più velocemente. Col moto roteante. E poi ci sei tu, che mi insegni sempre cose nuove, o meglio cose da Noi risapute, ma ancora nascoste, dal vincolo di non-Fede. Eccola. La forza che rinasce, oggi, durante una sera dove il vento smette di soffiare, in onorevole rispetto, al caldo estivo padrone supremo, nel fatidico momento di bellezza architettata, dal massimo creatore da sempre ricreata, materia energetica di un roseo-lucente, fluido molecolare non del tutto scolpito, lungo galassie infinite.

 

 

Ci sforziamo di credere. Paghiamo I prezzi esposti al mercato. L'amore che sfiori, ansimante di gioia. Un pianto, un sorriso, medesimo tempo. La non necessità di cadere nell'ombra, la forza riapparsa, me guida tu sogno. Calzino che odora del bello che vivo. Minuscolo involucro, tu dolce rossore. Bibìta che sento, io lingua e sapore. Tu calma e pacata, un sogno mai nasce. Mai muore. Biblìca memoria, di santi e di eroi. Nel semplice trovo, la storia che vuoi. Vorrei. Archetipo andante, rovina crescente. Banal che rinasce, la pompa invadrà. Con acqua sgorgante, me fiamma pulsante, pacificità, del crescer cum te.

 

Le parti riunite, sentiero scoperto, del viver potenza, divina virtute.

 

Maiuscolo accento, su lastra di marmo, che sento il modello, decade che è in me.

 

Mirabile sogno, svanisce e riappari, mia musa elegante, fringuello in amor.

 

Sentire lo stesso, in barba ai marziani, la sete compare, sfamato il mio cuor.

 

Svanisci, paura, respiro leggero, che il vento serale, testato è con me.




Sergio 010

Live'n you


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Cotte e Croccanti

Flussi Di Coscienza 23/8/2010

 

Rimango nel tempio delle bugie. Attimi fugaci di verità.

Tempo sconnesso, convinzioni fallaci, il matto che cede.

Futilità, importanza, follia, pazzia.

Nulla conta quando il flusso mi domina.

La bestia e i quattro Angeli dell'apocalisse. Confusione e banalità.

Se sai quello che non va, dovresti anche concepire. Bagliore in lontananza.

Perpetuare oppure no. Per se stessi o per chi altro?

Studio, concentrazione, volontà, caduta, ridondanza. Acqua.

Si daltronde porcaccio dio. Me blasfemo

Incazzato si, ma con chi? Con me? Con cosa? La vita?

Vita si. Morte no. E allora?

Tu Persona. Tu Amica. Tu amante. Tu Donna.

Io persona. Io amico. Io amante. Io uomo.

Noi.

Come patatine fritte cotte e croccanti.

Me bimbo. COntemplando mia purezza.




Sergio 010

Live'n ROme

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Art 1 La Persona in quanto essere umano evoluto, deve considerarsi una piccolissima parte della totalità delle forme di vita presenti nell'universo. Esse sono da considerarsi come cosa unica, indivisibile e inviolabile. Vi è daltronde, la comune accettazione, che l'unicum creato sia composto di un'infinità di particelle, ognuna differente e costante l'una dall'altra, mutevole nel tempo.