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QuartaDimensione

Confessione

diario 21/1/2012

C’era una volta una scrittura nata già vecchia.

Una strada dai contorni vuoti.

Sensazioni oscure, colori spenti.

Paure.

Pregne.

Di una forma che si è tramutata in sostanza.

 

Era come sostituire la droga al cibo,

il relax al sonno.

 

Uno stato di veglia costante.

Anche se sognavamo.

 

La normalità conosciuta era crollata sotto il peso

di un insicurezza fatta abbondanza  e cambiamento.

 

Nulla più esisteva,

nulla di sicuro,

solo la certezza di essere qualcosa di infinitamente piccolo

ma enormemente grande.

 

Come spiegare come

il mio corpo, mio cuore

 mia anima.

 

Lo Spirito.

 

Chi vive

chi sopravvive

chi muore.

 

Esplosioni di racconti controversi

Inimicizie fatte scandalo

Contatti laminati

Di piombo

Che taglia a metà il dolore.

 

Ancora l’emozione.

Prima o poi  sommo gaudio,

Poi è il terrore.

dell' orrore.

Quell' orrore.

 

E pensavo di poter volare via così. Come piuma arsa dal vento.

 

Accettare

Come sempre

L’inaccettabile.

 

Il peso del mondo

Quel peso d’amore.

 

Dovessi farcela.

 

Non puoi  finire come merilyn.

 

Perché devo sopravvivere.

 

E costruire.

 

Portare lei,

accompagnarla alla luce.

 

Che utopia!

Che fantasia!

 

Mi hanno sempre insegnato il contrario.

 

Tutto giusto

Qui  Il mondo è in ritardo

Ma dentro me

Tutto è sempre esistito.

 

Ho sempre saputo.

Sognato.

 

Non mi devi fare così.

Non è con me che te la devi prendere.

Come spiegartelo.

 

La foto di mio fratello morto.

Sorridente, il sole, a bordo piscina.

Musiche eterne.

 

 

 

Cedere ai tuoi occhi

Al tuo sorriso.

Aver paura di guardarti fino in fondo,

Potrei rovinare ancora.

Tutto.


Sergio 012

Live'nROme




permalink | inviato da Menti_illuminate il 21/1/2012 alle 1:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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Art 1 La Persona in quanto essere umano evoluto, deve considerarsi una piccolissima parte della totalità delle forme di vita presenti nell'universo. Esse sono da considerarsi come cosa unica, indivisibile e inviolabile. Vi è daltronde, la comune accettazione, che l'unicum creato sia composto di un'infinità di particelle, ognuna differente e costante l'una dall'altra, mutevole nel tempo.