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QuartaDimensione

Un tempo

diario 5/10/2011



Affogavo ma nessuno mi sentiva.
Allora ho deciso di morire.
Finche non mi sono svegliato in una città cupa e nera.
Ho perlustrato quella città vicolo per vicolo
fino a consumarla.

E la mente si snebbiava,
ciclicamente purificata
Da leggiadro mio peccato,
svincolate le mie scelte.

Penso ma non scrivo.
Mi abbandono al sentimento
lasciandomi dominare.

Vano intento di fatture
olocausto di fugaci.


Figure mitologiche a se stanti
portatori di segreti millenari
universo che può dischiudersi
e manifestarsi
attraverso di loro.

Bambini indaco.

Ventunesimo secolo.




permalink | inviato da Menti_illuminate il 5/10/2011 alle 4:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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Art 1 La Persona in quanto essere umano evoluto, deve considerarsi una piccolissima parte della totalità delle forme di vita presenti nell'universo. Esse sono da considerarsi come cosa unica, indivisibile e inviolabile. Vi è daltronde, la comune accettazione, che l'unicum creato sia composto di un'infinità di particelle, ognuna differente e costante l'una dall'altra, mutevole nel tempo.