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QuartaDimensione

La crisi economica in Italia: Parte seconda

Economia 17/2/2009

 

4. Le prime avvisaglie della crisi finanziaria si sono avute nell'estate del 2007, quando negli Stati Uniti, in misura crescente, in connessione con la riduzione dei prezzi degli immobili, sono iniziate a diffondersi le insolvenze nel pagamento delle rate dei mutui ipotecari subprime, mutui concessi anche a fronte di capacità di rimborso dubbie, il che aveva ovviamente favorito l'estensione della concessione dei mutui. Se non si ripaga un debito, il debito scompare e con esso il relativo credito posseduto da qualcun altro. Questo qualcun altro può essere messo in difficoltà da questa insolvenza e a sua volta può non ripagare un suo debito e così via. Per questo motivo, data l'interrelazione debitori/creditori su cui il sistema finanziario si fonda, insolvenze consistenti in un punto possono provocare una generalizzazione di insolvenze a livello sistemico.


5. In questo caso l'effetto propagazione lo si è avuto anche perché i mutui dati localmente negli Stati Uniti sono stati impacchettati in titoli di credito commerciabili sul mercato, con tanto di valutazione da parte delle società di rating - indubbiamente un po' troppo compiacenti o distratte - e venduti in tutto il mondo (un po' come hanno fatto le banche italiane nel 2000 impacchettando i loro crediti verso la CIRIO in nuovi titoli commercializzabili e senza rating). Questo meccanismo sollevava gli enti erogatori dei mutui da qualsiasi rischio insolvenza che era sopportato dagli acquirenti dei titoli - un meccanismo che a sua volta incentivava la concessione di mutui a chicchessia. Parte di questi titoli sono stati acquistati da privati ma una parte ingente era posseduta anche dalle banche - di qui l'inizio delle difficoltà del sistema finanziario internazionale. Gli individui e le banche di tutto il mondo hanno così finanziato gli acquirenti di case negli Stati Uniti e una parte cospicua dei loro crediti è andata persa. Questo processo ha iniziato a generare incertezza sui mercati ripercuotendosi negativamente, oltre che sulle previsioni future, sul valore delle azioni e sulla crescita mondiale già a partire dalla fine del 2007


6. Così in poco tempo è potuto capitare l'inimmaginabile. In un anno a livello mondiale il valore delle azioni è mediamente crollato del 50%, con punte del 70-80% su alcuni titoli, le più grandi banche e assicurazioni degli Stati Uniti e del mondo sono state salvate dall'intervento dello stato o da altre istituzioni, tranne la banca d'affari Lehman Brothers il cui fallimento credo sia stato il segnale dell'estrema gravità di quel che stava succedendo divenendo esso stesso un acceleratore della crisi. Il panico si è diffuso anche tra i semplici depositanti che, alla ricerca di un porto sicuro per i loro risparmi, hanno accresciuto la quota detenuta di titoli pubblici. In Italia vi è stata anche una consistente migrazione di fondi dalle banche agli uffici postali e le grandi banche hanno messo in vendita il loro patrimonio immobiliare per aumentare il loro grado di patrimonializzazione.


7. I canali attraverso cui una crisi finanziaria diventa crisi economica sono molteplici. C'è il cosiddetto effetto ricchezza, vale a dire l'effetto sulla spesa per consumi dovuto alla drastica diminuzione del valore di mercato delle azioni (la ricchezza finanziaria percepita ) e in questo caso anche delle obbligazioni bancarie. Ci sono l'aumento dell'incertezza e il peggioramento delle aspettative che, uniti alla riduzione dei consumi, portano dopo un po' di tempo alla contrazione della spesa per investimenti. In questo caso l'incertezza è risultata accresciuta perché non si sapeva, e non si sa ancora ora, a quanto ammontavano e ammontano le perdite delle varie banche - anche a causa dell'estrema diffusione di investimenti speculativi finanziari da parte delle banche sui mercati dei derivati. Le grandi difficoltà finanziarie del sistema bancario, impegnate ad evitare il rischio di insolvenza, possono tradursi in una limitazione del credito alle imprese che riduce le loro possibilità operative. La riduzione generalizzata della fiducia e della spesa provoca il calo dell'attività economica a cui segue l'aumento della disoccupazione e la contrazione dei redditi da lavoro, generando un processo cumulativo recessivo (minor spesa, minor produzione, minor occupazione, minor spesa e così via).


8. Gli aiuti alle banche e all'economia da parte degli Stati tramite ingenti stanziamenti di fondi (per far fronte alle enormi perdite stimate dal FMI attorno ai 2.800 miliardi di euro - ma probabilmente l'ammontare è maggiore) e un complesso di misure, come l'aumento della garanzie pubbliche sui depositi bancari, le promesse di assistenza in caso di problemi di insolvenza e vere e proprie iniezioni dirette di denaro (per rimanere in Europa, si considerino i 10 miliardi dati dal governo olandese all'Ing Direct, la banca del conto Arancio, salvataggi che non si limitano al solo mondo della finanza ma coinvolgono anche altri settori, come l'industria automobilistica USA), la rapida riduzione dei tassi di sconto, giunto quasi a zero negli Stati Uniti, e le eccezionali iniezioni di liquidità effettuate dalle banche centrali a favore del sistema finanziario sono le misure che hanno cercato e cercano di evitare il fatto che la più grande crisi finanziaria del capitalismo possa diventare anche la più grande crisi economica del capitalismo.


9. Negli Stati Uniti la Grande Depressione si è infatti approfondita anche perché molte banche sono state lasciate fallire da una politica monetaria inappropriata, che ha così consentito, con il fallimento delle banche, la distruzione a catena di potere d'acquisto delle famiglie e di capacità di credito del sistema bancario. E' stata anche amplificata da politiche di bilancio sbagliate, come nel 1932, quando il presidente Hoover ha aumentato le tasse pensando che la causa della crisi del settore privato fosse il disavanzo pubblico, con l'effetto di ridurre ulteriormente la capacità di spesa dell'economia. Da allora si è capito che, se possibile, in questi frangenti occorre fare sia politiche monetarie che politiche di bilancio fortemente espansive per sostituire e incentivare la spesa privata che si sta contraendo causando effetti deleteri sull'occupazione. Quindi le politiche che si stanno attuando derivano dalla lezione della Grande Depressione. Per quanto riguarda l'eurozona, vi sono state l'attenuazione del Patto di Stabilità per permettere politiche di bilancio più espansive e la politica monetaria espansiva della BCE (che senz'altro continuerà a gennaio).




permalink | inviato da Menti_illuminate il 17/2/2009 alle 8:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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Art 1 La Persona in quanto essere umano evoluto, deve considerarsi una piccolissima parte della totalità delle forme di vita presenti nell'universo. Esse sono da considerarsi come cosa unica, indivisibile e inviolabile. Vi è daltronde, la comune accettazione, che l'unicum creato sia composto di un'infinità di particelle, ognuna differente e costante l'una dall'altra, mutevole nel tempo.