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Sai Cos'è il "LODO ALFANO"?

Leggi 13/2/2009

Il cosiddetto LODO ALFANO (l. 124/08) è un provvedimento varato dal Governo italiano e successivamente convertito in legge, il 22 luglio 2008. È storicamente connesso con una precedente proposta di legge, il lodo Maccanico-Schifani, poi in parte abrogata per incompatibilità con alcuni principi costituzionali. Per la precisione, la Corte Costituzionale annullò il 13 gennaio 2004 l'articolo 1 del disegno nel quale si garantiva l'immunità penale alle cinque più alte cariche dello Stato (il Presidente della Repubblica, il Presidente del Senato, il Presidente della Camera dei Deputati, il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Presidente della Corte Costituzionale) per l'intera durata del loro mandato.

Nel giugno 2008 il Governo Berlusconi IV ha espresso la volontà di riproporre un nuovo disegno di legge riguardante l'immunità alle alte cariche (stavolta solo le prime quattro, facendo cioè rientrare il Presidente del Consiglio ma escludendo quello della Corte Costituzionale): è stato denominato LODO ALFANO dal nome del proponente, il ministro della Giustizia Angelino Alfano. A parere del guardasigilli, il nuovo provvedimento si differenzierebbe dal lodo Schifani, che riprende in termini di contenuti, in quanto compatibile con quanto indicato nella sentenza della Consulta che lo aveva abrogato. Le modifiche apportate da questo Lodo al precedente sono diverse, tra cui il termine di legislatura per la sospensione dei processi e la possibilità di proseguire con le azioni civili di risarcimento.

Sintesi del provvedimento

Ecco, comma per comma, la sintesi del contenuto del Lodo Alfano, costituito da un articolo e 8 commi.

  • Sospensione dei processi penali nei confronti delle alte cariche dello Stato (articolo 1, comma 1). Sospensione dei processi penali nei confronti delle alte cariche dello Stato. La sospensione opera per il Presidente della Repubblica, per il Presidente del Senato, per il Presidente della Camera, per il Presidente del Consiglio dei ministri. La sospensione opera dalla data di assunzione della carica o della funzione e si applica anche ai processi penali per fatti antecedenti l'assunzione della carica.
  • Rinuncia alla sospensione (articolo 1, comma 2). L'imputato o il suo difensore munito di procura può rinunciare alla sospensione in ogni momento.
  • Assunzione delle prove non rinviabili (articolo 1, comma 3). Nonostante la sospensione del processo il giudice potrà procedere, se ne ricorrono i presupposti, all'assunzione delle prove non rinviabili. Secondo la relazione illustrativa del provvedimento si tratta di una valvola di sicurezza che salvaguardia il diritto alla prova e impedisce che la sospensione operi in modo generale e indifferenziato sul processo.
  • Prescrizione (articolo 1, comma 4). Alla sospensione del processo è collegata la contestuale sospensione dei termini di prescrizione.
  • Durata della sospensione (articolo 1, comma 5). La sospensione opera per l'intera durata della carica o della funzione e non è reiterabile (su questo punto però si pone una eccezione, nel caso di una nuova nomina nel corso della stessa legislatura). Secondo la relazione illustrativa al provvedimento questo regime speciale sarebbe imposto dalla diversa durata delle 4 cariche interessate dal provvedimento.
  • Trasferimento dell'azione in sede civile (articolo 1, comma 6). In caso di sospensione possibilità per la parte civile di trasferire l'azione in sede civile.
  • Disposizione transitoria (articolo 1, comma 7). Sospensione estesa anche ai processi penali già in corso, in ogni fase e grado, all'entrata in vigore del provvedimento.
  • Entrata in vigore (articolo 1, comma 8). Il provvedimento entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale

Controversie

La coincidenza della rapida approvazione di questo disegno legge con l'imminente conclusione del processo a Milano sulla corruzione in atti giudiziari dell'avvocato inglese David Mills che vedeva come coimputato il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ha alimentato le proteste dell'opposizione.

L'opposizione del PD ha fatto risaltare soprattutto, nella sua critica al testo, l'alterazione dell'equilibrio tra principio di sovranità popolare (articolo 1 Cost., che sancisce il diritto agli eletti dal popolo di esercitare la funzione governativa nei limiti sanciti dalla costituzione stessa) e principio di eguaglianza dinanzi alla legge (articolo 3 Cost., che sancisce che nel rendere conto alla giustizia tutti i cittadini versino nelle medesime condizioni difensive, senza vantaggi aggiuntivi derivanti dal prestigio della carica rivestita dall'imputato).

Differente l'opposizione dell'Italia dei Valori che ha battuto soprattutto sul privilegio creato per il premier sotto inchiesta. Sottolinea l'Idv che ad un ipotetico arresto in flagranza di un premier colto sul fatto in crimini - fossero anche di sangue - non potrebbe, mercè il lodo, fare seguito alcun procedimento penale per cinque anni[. Per tale motivo l'Italia dei Valori ha avviato, il 30 luglio 2008, ad una settimana dall'approvazione del Lodo, una raccolta di firme per indire un Referendum abrogativo su tale legge. Il quesito referendario depositato in Corte di Cassazione così recita: "Volete voi che sia abrogata la legge 23 luglio 2008, n. 124, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 173 del 25 luglio 2008, recante Disposizioni in materia di sospensione del processo penale nei confronti delle alte cariche dello Stato?". La raccolta firme è iniziata l'11 ottobre 2008 e verrà effettuata in 3500 piazze italiane fino al dicembre 2008. Il 7 Gennaio 2009 sono state depositate dall'Italia dei Valori presso la Corte di Cassazione un milione di firme a sostegno del referendum abrogativo contro il Lodo Alfano.

E andatevi a vedere questo simpatico video.. Girato ad Agrigento, città natale di Angelino Alfano, mostra quanto le notizie importanti non girino tanto nel nostro paese..

http://www.youtube.com/watch?v=40BWniM1wNM&NR=1




permalink | inviato da Menti_illuminate il 13/2/2009 alle 18:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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Art 1 La Persona in quanto essere umano evoluto, deve considerarsi una piccolissima parte della totalità delle forme di vita presenti nell'universo. Esse sono da considerarsi come cosa unica, indivisibile e inviolabile. Vi è daltronde, la comune accettazione, che l'unicum creato sia composto di un'infinità di particelle, ognuna differente e costante l'una dall'altra, mutevole nel tempo.