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E' NAPOLITANO A INDICARE LA VIA: "TENIAMOCI STRETTI LA NOSTRA COSTITUZIONE"

Attualità 13/2/2009

 ROMA - "In Italia per fortuna abbiamo una Costituzione, teniamocela stretta". Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano inaugurando lo Spazio Europa presso la sede italiana della Commissione Europea. La battuta è arrivata in risposta a una domanda da parte degli studenti sui ritardi della Costituzione europea, ma ovviamente non può essere isolata dal particolare contesto in cui cade, ovvero a pochi giorni dal duro scontro istituzionale con Palazzo Chigi sul caso Englaro e all'indomani della manifestazione del Pd a difesa della Carta.

Rispondendo ancora ai quesiti di alcuni giovani, che chiedevano se si arriverà mai agli Stati Uniti d'Europa, il capo dello Stato ha ricordato che già 50 anni fa alcuni europeisti pensavano che fosse a portata di mano. "Erano gli ottimisti - ha sottolineato - Ci furono e ci sono ancora imprevisti e resistenze da superare, ma - ha aggiunto - certamente voi giovani vedrete gli Stati Uniti d'Europa. Datevi da fare perché l'Europa soddisfi le vostre aspettative".

Un'altra domanda ha riguardato il ruolo del Parlamento europeo. "Fa assai più cose del passato - ha risposto Napolitano - I governi nazionali non possono decidere quasi nulla senza il suo parere. Il Parlamento europeo indica la strada al governo dell'Europa che non sappiamo bene se sia quello della Commissione europea o quello del Consiglio europeo. Ma questa è una questione più complicata".

Da "Repubbica" 13-02-2009




permalink | inviato da Menti_illuminate il 13/2/2009 alle 18:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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costituzione pdl governo politica berlusconi europa parlamento stato italia partito democratico
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Art 1 La Persona in quanto essere umano evoluto, deve considerarsi una piccolissima parte della totalità delle forme di vita presenti nell'universo. Esse sono da considerarsi come cosa unica, indivisibile e inviolabile. Vi è daltronde, la comune accettazione, che l'unicum creato sia composto di un'infinità di particelle, ognuna differente e costante l'una dall'altra, mutevole nel tempo.